29-09-2017

Allarme eroina?

Allarme eroina? Il quotidiano Repubblica, prendendo spunto da alcuni fatti di cronaca, punta i riflettori su un fenomeno forse sottovalutato o comunque poco presente nel dibattito pubblico recente in tema di addiction: nel 2016 in Italia si sono registrate 266 vittime (molte di più le overdose) legate al consumo di eroina. Una cifra che rimanda all’allarme sociale vissuto tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso: “Tutte le morti da overdose sono evitabili, ma servono prevenzione e servizi in grado di aggiornarsi anche a seconda dei dati raccolti”, ma i tagli alla Sanità non agevolano certo il compito. Inoltre, “nell’emergenza si fa fatica anche a chiamare l'ambulanza, per paura delle conseguenze di legge, in assenza di norme di tutela”. A evidenziarlo è Salvatore Giancane, medico tossicologo e coordinatore dell’ambulatorio mobile dei Ser.T di Bologna.
Dati e valutazioni che confermano le perduranti popolarità e pericolosità della sostanza, nonostante la letalità ad essa associata sia contenuta dalla disponibilità di un farmaco salvavita come il naloxone. Il contributo prosegue con l’intervento di Luisa Garofani, dirigente medico psichiatra presso l’Azienda Usl di Ferrara, che allarga il discorso spiegando come il consumo sia cambiato nel tempo, connotandosi per la “diminuita percezione dei rischi, per la diffusione di moltissime sostanze, per la normalizzazione del policonsumo e per lo sfaldarsi di un tessuto di protezione sociale e sanitario (…) Non sorprende quindi che molte delle vittime siano giovani, spesso consumatori occasionali.
In tale contesto, i fattori che aumentano il rischio di overdose sono diversi e uno di questi è il grado di purezza della sostanza, evidenzia Giampietro Frison, tossicologo forense dell’Azienda sanitaria di Venezia, che osserva come l’eroina con elevata percentuale di principio attivo, dal 30 fino al 50 per cento, sia stata messa in relazione con il picco di decessi di recente verificatosi a Mestre (dieci morti in tre mesi). D’altronde, di eroina “forte” si parla da tempo e diversi avvisi sono stati già diramati dal Sistema di allerta precoce, inaugurato dal Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio ed ora passato all’Istituto superiore di sanità.