10-04-2018

I quarant’anni della legge 180

I quarant’anni della legge 180 “Il 13 maggio 2018 la legge 180 compirà il suo quarantesimo anno di vita. Ogni legislatura vengono presentate diverse proposte di legge per cambiarla, ma nessuna è poi stata approvata, a conferma della riconosciuta validità dei suoi principi”. A scriverlo è Massimo Cozza, Psichiatra, Coordinatore del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) ASL Roma 2, aprendo lo speciale di Quotidiano Sanità dedicato alla Legge Basaglia.  Tuttavia, in larghi settori dell’opinione pubblica vi è ancora la percezione che chi soffre di gravi disturbi psichiatrici sia comunque pericoloso. Dunque molto resta da fare, sia per quanto riguarda il permanere dello stigma sia per ciò che concerne lo stanziamento e l’utilizzo delle risorse. Nel 2001, le Regioni assunsero l’impegno a destinare almeno il 5% dei fondi sanitari regionali per le attività di promozione e tutela della salute mentale, ma i dati dell’ultima rilevazione ministeriale (2015) evidenziano una media nazionale del 3,4% (3.739.512.000 euro). Questo dato si accompagna alla carenza di personale rispetto allo standard individuato nel Progetto Obbiettivo 1998-2000 di almeno un operatore ogni 1500 abitanti. L’ultima rilevazione del Ministero della Salute ha registrato circa 30mila operatori invece dei 40mila previsti.
Risultano inoltre 183 dipartimenti di salute mentale, con circa 800mila cittadini che hanno avuto almeno un contatto nell’anno, 54,4% di genere femminile e 66,1% con più di 45 anni. La prevalenza degli utenti trattati vede tra i principali gruppi diagnostici la depressione, la schizofrenia e le altre psicosi funzionali, le sindromi nevrotiche e somatoformi, le manie e i disturbi affettivi bipolari, i disturbi della personalità e del comportamento. Infine, posto che nel maggio 2017 si è completata la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari e sono state istituite le Residenze per le Misure di Sicurezza (REMS), l’ultimo rapporto di Antigone (2017) indica 30 REMS con 596 ricoverati (215 con misure di sicurezza provvisoria, 350 con misure definitive e 31 miste) e 289 persone in lista di attesa (205 provvisori e 84 definitivi).
In conclusione, Cozza ribadisce la necessità di “diffondere una maggiore cognizione sulla curabilità dei gravi disturbi psichiatrici, dai quali si può guarire, avendo ben presente che, secondo le attuali conoscenze scientifiche, sono da considerarsi multifattoriali con componenti psicologiche, biologiche e sociali”, auspicando  una seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale, a distanza di circa 17 anni dalla prima, dalla quale far scaturire precisi impegni, con le necessarie risorse.
 
 Fonte: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=60503&fr=n