18-01-2018

La dipendenza da videogame ufficialmente una patologia

La dipendenza da videogame  ufficialmente una patologia Nell’edizione 2018 del manuale diagnostico delle patologie (ICD, International Classification of Diseases), l’Organizzazione Mondiale della Sanità inserisce per la prima volta anche il cosiddetto Disturbo da videogame. Il disturbo si manifesta quando  l’interesse per i videogiochi diventa pervasivo nella vita di un  individuo, quando ne condiziona i progetti per la giornata o quando arriva a imporsi come unica e ossessiva attività quotidiana. Nello specifico, il Gaming Disorder viene incluso dall’OMS nella sezione relativa ai disturbi dovuti a comportamenti che generano dipendenza, della quale è entrato recentemente a far parte anche il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA).
Si legge nel documento, ripreso da Quotidiano Sanità: “Il gaming disorder è caratterizzato da un pattern di gaming persistente o ricorrente (‘gaming digitale’ o ‘video-gaming’), che può realizzarsi online od offline; si manifesta con le seguenti caratteristiche: 1) alterato controllo sul gioco (cioè sull’inizio, frequenza, sua intensità e durata, capacità di interromperlo e contesto); 2) una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto da dargli parossisticamente la precedenza su altri interessi e sulle attività della vita quotidiana;  3) la persistenza o l’aggravarsi del comportamento nonostante la comparsa di conseguenze negative. Il pattern del comportamento è di gravità sufficiente a determinare problemi significativi nella sfera personale, familiare, sociale, scolastica, lavorativa o in altre importanti aree di funzionamento. Il pattern del comportamento può essere continuo o episodico o ricorrente. Il suddetto comportamento le altre caratteristiche devono essere normalmente evidenti per un periodo di almeno 12 mesi per poter fare diagnosi, ma questo lasso di tempo può essere ridotto, qualora ricorrano tutti i requisiti diagnostici o in presenza di sintomi gravi”.
Una iniziativa scientifica, quella dell’OMS, che ufficializza e sottolinea ulteriormente l’effetto negativo che l’uso smodato di computer, tablet e smartphone può determinare nell’esistenza delle persone, con particolare riferimento agli adolescenti e ai giovani. L’inserimento nell’autorevole manuale intende promuovere una maggiore attenzione rispetto ai rischi collegati al suddetto abuso tecnologico e vuole favorire il consolidarsi e il diffondersi di misure appropriate e specifiche di prevenzione e terapia.