Diminuiscono i consumatori e aumentano i malati: le indicazioni della relazione annuale al Parlamento
sull'andamento del fenomeno droga.
di Alfio Lucchini
psichiatra
presidente nazionale FeDerSerD
Se dovessi esprimere il sentimento prevalente che i dati ufficializzati lunedì 21 giugno dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sen. Carlo Giovanardi e predisposti dal Dipartimento Politiche Antidroga mi suscitano, esprimerei felicità per la stima della diminuzione dei consumatori e preoccupazione per la persistenza ed anzi l'aumento delle persone malate per problemi di droga.
Bisogna fare una prima distinzione appunto: i consumatori si stimano e i malati in buona misura si contano (e si vedono).
Non voglio discettare sulle metodologie utilizzare per stimare i consumatori di
sostanze: sono definite a livello internazionale e si basano su parametri e strumenti
che devono essere confrontabili oggi e nel tempo.
Quest'anno la metodologia utilizzata è in parte cambiata, integrata, sicuramente è
cambiata l'Agenzia incaricata dello studio. Problemi non da poco dal punto di vista
metodologico, che hanno visto esplodere sulle pagine dei giornali e nelle interviste
diatribe accese tra esperti.
Diciamo che tutti sono d'accordo su una diminuzione dei consumatori, colpisce
francamente il dato del 25% in meno (pari a 1 milione di soggetti, da 4 milioni a 3)
sostenuto nella relazione.
Parziali appaiono a mio parere le spiegazioni addotte: affermare che sia l'esito della
crisi economica mi sembra realistico per alcuni sottotipi di consumatori ma troppo
ottimistico in generale; in una struttura dello spaccio assai organizzata e pronta a
contrastare con gli strumenti a sua disposizione (gestione del danaro e dei prezzi,
ramificazione sociale del mercato, ecc…) anche momenti di crisi.
Riportare alla intensa azione preventiva e di contrasto del Governo questo buon esito
è comprensibile nella comunicazione politica ma non consono alla valutazione delle
ricadute di politiche di contrasto su fenomeni complessi come quelli affrontati,
difficilmente valutabili in tempi inferiori ai 5 -10 anni.
Comunque saluto con molto piacere questa tendenza.
Molti operatori dei SerT in questi giorni hanno fatto notare che gli ambulatori sono
pieni di persone con problemi di abuso e dipendenza da sostanze e come da venti anni
la domanda di cura sia in aumento in questo Paese.
Da questo punto di vista la relazione al Parlamento riporta dati reali, frutto delle
ricognizioni del 90% degli oltre 500 SerT italiani e delle amministrazioni regionali.
Complessivamente possiamo dire che quasi 200.000 cittadini si sono rivolti nel 2009
ai SerT, che confermano la loro capacità attrattiva non solo per la cura della
tossicodipendenza classica da eroina (stabile di fatto nella numerosità) ma anche per
persone con abuso e dipendenza da cocaina, alcol e cannabis.
Aumentano i pazienti in cura per stimolanti (cocaina e anfetaminici) e prosegue il
trend di avvicinamento ai luoghi di cura delle persone con problemi per l'alcol.
Nuove droghe sintetiche e naturali continuano ad affacciarsi sul mercato.
Il fenomeno del policonsumo di sostanze è riconosciuto dal rapporto in crescita e
molto complesso da affrontare.
Diminuiscono le overdose fatali, ormai meno di 500, aumentano i ricoveri ospedalieri
per fattori acuti legati alle sostanze.
Puntuale la parte della relazione dedicata alle malattie infettive: HIV ed Epatiti B e C.
Si tratta di infezioni che obbligatoriamente devono essere oggetto di screening nei
SerT e che colpiscono molto la popolazione tossicodipendente. L'Epatite C in
particolare interessa la maggioranza degli utenti dei Servizi.
Non secondario il richiamo alle nuove dipendenze senza sostanza, che interessano
tanti giovani e meno giovani, dal gambling, alla internet addiction nelle sue varie
forme.
I Dipartimenti delle Dipendenze presentano già ora una casistica significativa di
utenti con questi problemi.
Il fatto che aumentino le necessità di cura a fronte di una tendenza alla diminuzione
dei consumatori non è scientificamente contraddittoria e largamente illustrata in
lavori scientifici: attiene alle caratteristiche complesse della malattia da dipendenza,
alla necessità di cure prolungate e specialistiche.
Un commento finale: le relazioni al Parlamento devono servire a deputati e senatori
per capire i fenomeni e orientare le decisioni legislative.
E' molto importante cogliere le tendenze e le previsioni, stimare la realtà diffusa dei
consumi.
E' ancora più importante supportare con politiche chiare e mezzi visibili quei 6.800
professionisti dei SerT italiani, numericamente in diminuzione, che accolgono,
curano, e aiutano a condurre una vita normale centinaia di migliaia di persone ogni
anno.
Sono certo che la classe politica e legislativa italiana saprà leggere in modo
approfondito i dati della relazione e comprendere le necessità del sistema di
intervento, che sono tutte lì sul tappeto.
E mi permetto di ricordare alcuni recenti indirizzi della Unione Europea, che mi
sembrano molto chiari:
- i fenomeni di consumo e dipendenza da sostanze ormai devono essere considerati come strutturali nei Paesi dell'Europa;
- il policonsumo si annuncia come paradigma dei nuovi consumatori;
- bisogna implementare azioni di prevenzione selettiva;
- bisogna favorire approcci terapeutici basati sulle evidenze scientifiche;
- le policy di settore nazionali e locali devono essere sviluppate.
Milano, 26 Giugno 2010